SE POTESSI AVERE UN EURO OGNI VOLTA CHE…

Traslando una canzone di altri tempi che nel ritornello diceva: “Se potessi avere mille lire al mese,” aggiornandone la valuta, mi verrebbe spesso da dire che se potessi avere un euro ogni volta che qualcuno mi dice: non riesco a imparare l’inglese perché…bla bla bla, probabilmente avrei trovato la felicità che cantava il buon Carlo Buti.

In 25 anni di attività incentrata sulla formazione aziendale attraverso le lingue straniere, questa frase che nega in partenza, mi è stata confessata più o meno timidamente più di una volta, direi centinaia di volte… forse migliaia.

Subito dopo è stata aggiunta una delle seguenti motivazioni che non sono nient’altro che brutte abitudini di cui liberarsi perché la vera sfida da affrontare, per l’apprendimento di una lingua straniera, parte innanzitutto dall’atteggiamento, dal rimuovere le vecchie barriere e preconcetti, ormai obsoleti, ereditati in parte da esperienze passate, anche scolastiche.

Ecco qui la top ten delle leggende, dei miti da sfatare, delle scuse più comuni che ci impediscono d’imparare una lingua straniera in età adulta, in un contesto lavorativo.

Al primo posto della classifica troviamo un evergreen: “Le lingue straniere non fanno per me”.

Nessuna frase, nessuna affermazione è più errata.
Non è vero che non capirete mai l’inglese, o altra lingua straniera, soltanto perché non è la vostra lingua madre!
Nonostante sviluppiamo gli schemi linguistici della nostra lingua, sin dalla più tenera età la nostra mente è sempre e comunque in grado d’immagazzinare continuamente nuovi concetti e conoscenze.

Gli scienziati sostengono che the brain can learn a new word in less than 15 minutes, whose finding will rob many of the excuses that people can’t learn a foreign language.

Se ogni giorno ,quindi , impariamo qualcosa di nuovo in meno di 15 minuti , perché non applicare questo principio all’apprendimento di una lingua straniera e del suo relativo bagaglio culturale?

Al secondo posto un pretesto legato all’età: “Sono troppo vecchio per imparare l’inglese”.

E’ vero che i giovani apprendono nuove lingue con maggiore facilità.
Ciò non significa tuttavia che gli adulti non possano imparare una lingua straniera! Un adulto ha più esperienza e quindi anche una maggiore capacità di adottare strategie di apprendimento utili ed efficaci.
Non pensate che l’età sia un ostacolo, chiudendovi così nel preconcetto del non riuscire a imparare una lingua.  Concentratevi maggiormente sulle motivazioni del vostro apprendimento, sull’enorme opportunità di crescita, di soddisfazione che avrete, migliorando la vostra comunicazione in inglese o in francese, in russo o perché no, in cinese.
Non fossilizzatevi sugli ostacoli, andate oltre e gustatevi il percorso di formazione fino in fondo.
Nel palmares dei clienti ELT incontro anche imprenditori diversamente giovani che si sono appassionati, hanno imparato e resa propria una lingua straniera.
Certamente è compito del docente trovare e sviluppare il metodo più appropriato, ma questo è proprio uno dei nostri punti di forza: “Studente che trovi, metodo che proponi”.

In terza posizione troviamo: “Parlare in inglese mi imbarazza”.

Il poeta James Joyce disse: “Mistakes are the portals of discovery”.
Ciò vuol dire che ogni errore che si commette vi permette di apprendere qualcosa di nuovo. Considerate ogni imperfezione come un’opportunità per ampliare le vostre conoscenze e sostenere le vostre incertezze.
Utopia? No, realtà.
Non c’è alcuna ragione, infatti, per sentirsi in imbarazzo quando utilizzate una parola o una frase errata in lingua straniera, o la vostra pronuncia non è perfetta.
Tutti sono stati principianti ad un certo punto della propria vita!
Ogni volta che inizio una sessione d’aula presso un’azienda, chiedo sempre ai partecipanti al mio corso come reagiscono quando dicono una parola fuori contesto o fanno un errore, magari di grammatica.
Inevitabilmente  ammettono che s’intimidiscono e si sentono in imbarazzo.

Ma il mantra di ELT è: never say I’m sorry for my English.

E’ una frase che ciascuno di noi deve ripetere e ripetere a se stesso. E con un pizzico di marketing emozionale, suggerisco a chi è in aula con me, di assumere un atteggiamento sempre positivo verso i loro interlocutori stranieri, dichiarando loro apertamente che “l’inglese è una lingua che mi piace molto!”

Il risultato? Inevitabilmente ci si sente meno stressati e gli interlocutori sono più predisposti ad una comunicazione funzionale e non ad una gara di “Jeopardy “. 

La quarta leggenda metropolitana: “Per imparare l’inglese devo andare in una nazione anglofona”.

È vero, in passato, non essendoci materiale fruibile con facilità o opportunità di apprendimento da casa, si era soliti andare all’estero per imparare una nuova lingua.
Oggi, con l’avvento di un internet sempre più veloce, possiamo avere accesso a tutte le lingue straniere con pochi semplici click e, se si sa dove navigare, sono tutti ottimi click.

Attenzione però che il “do-it- your-self” non sempre rappresenta la soluzione migliore per incrementare le proprie capacità di apprendimento. Talvolta meglio affidarsi a dei professionisti del settore, come siamo noi di ELT, che non vi riportano sui banchi di scuola, ma vi sanno formare sfruttando le occasioni più svariate e le metodologie più motivanti per dar spazio ad un percorso formativo che vi porti in una condizione di comfort zone.

Al quinto posto della classifica il vittimistico: “Non me lo posso permettere”.

Il denaro e il tempo sono ahimè pretesti assai comuni ai quali molti ricorrono per non dover agire.
Anche le aziende sempre più spesso riducono o rallentano la formazione a fronte di budget più contenuti o per mancanza di tempo da dedicare alla formazione.

Noi di ELT abbiamo numerose soluzioni e ci tengo a sottolineare che le migliori esperienze di apprendimento non sono quelle costose, bensì quelle più memorabili!

Ne cito una tra tante: i corsi sulla piattaforma, nostro partner, ad esempio, permettono la formazione anche di centinaia di persone in aule virtuali open. Queste sono formate da gruppi di utenti provenienti da tutto il mondo, sapientemente guidati da trainer di altissima professionalità,  che si interfacciano con loro proponendo quindi un doppio viaggio attraverso la lingua e la cultura, sfruttando al meglio il tempo di ciascun partecipante.

La crescita e lo sviluppo personale e del personale, non può e non deve essere assoggettata troppo severamente al budget e alla gestione del tempo.

La nostra pluriennale esperienza ci insegna come sia basilare affidarsi a dei consulenti che hanno soluzioni varie ed eccellenti, per far fronte ad ogni budget, ad ogni “time management”.

Il sesto mito: “Non avrò mai un buon accento”.

Mi viene da dire: e chi se ne importa?!
Gli accenti sono qualcosa di unico: mostrano le differenze tra le persone di tutto il mondo e spesso rappresentano intere comunità.
Non avere un perfetto accento britannico e/o americano, non implica che sia impossibile parlare in inglese.

Gl9i accenti e le pronince possono aiutare nella comunicazione, ma ricordatevi che: the goal is to be understood, not to sound like a TV news presenter! People will be more interested in what you’re saying than how you’re saying it, traduco: “L’obiettivo è essere compresi, non suonare come un presentatore di notizie TV! La gente sarà più interessata a quello che dici che con quale accento lo dici”.

La settima leggenda metropolitana: “Imparare l’inglese non è divertente”.

Molti rinunciano alla formazione linguistica a metà del loro percorso perché non trovano l’apprendimento della lingua interessante e stimolante.
Il più delle volte hanno la sensazione che i loro sforzi, l’energia e il tempo impiegato non vengano ripagati con risultati apprezzabili.
Chi crede in questo mito, ha alte probabilità di rimanere bloccato in un livello A2 (for ever beginner) e di rinunciare ad un’opportunità.
Però attenzione, spesso si perde interesse perché si sceglie un atteggiamento passivo, obsoleto e tradizionale verso l’apprendimento.
Atteggiamento che noi di ELT individuiamo già dai primi incontri e affrontiamo rendendo i nostri percorsi ancora più attivi e coinvolgenti, permettendovi di atterrare su un terreno di positività e proattività!
Facciamo dell’aula qualcosa di nuovo, di diverso, qualcosa che vi “costringa” a sfruttare al massimo le vostre capacità, raggiungendo traguardi inaspettati.
L’apprendimento della lingua inglese, della quale sono docente, come di qualsiasi altra lingua straniera, non porta progressi senza sforzi, ma individuando la strategia più adatta a voi, nulla è impossibile.
Normalmente chiedo ad inizio corso: “Perché vuoi imparare l’inglese? A cosa ti serve l’inglese? Come possiamo lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato?”.
Le vostre risposte mi aiutano a comprendere le vostre motivazioni, a organizzare le vostre lezioni e a fornirvi la spinta necessaria per raggiungere in tempi ragionevoli il vostro scopo. Ogni corso, ogni lezione diventa unica e esclusiva, diversa di volta in volta, perfettamente calzante per le persone che sono in aula con me, con noi di ELT.

L’ottavo mito: “L’inglese è molto diverso dalla mia lingua madre”.

 Quando muovete i primi passi verso l’apprendimento di una lingua straniera, avete come punto di riferimento nella vostra mente la vostra lingua madre per interpretare e comprendere nuove parole.

Col tempo arriverete a un punto in cui non potrete più dipendere da essa.  Ed è proprio qui che molti si bloccano credendo di non poter progredire.

Al contrario, arrivare fin qui è già un grande progresso!

È segno che dovete smettere di dipendere dalla vostra lingua e che dovete sviluppare un metodo di pensare del tutto nuovo!

Lasciate andare la vostra lingua madre ed iniziate a credere in voi; non scappate davanti a situazioni in cui potete utilizzare la nuova lingua anzi cercatele, createvi sempre delle nuove occasioni. Iniziate a rispondere a quella mail del collega americano con frasi corte.

Iniziate a rispondere al telefono quando il numero sul display è straniero.

Partecipate alla riunione in presenza o via zoom, con i colleghi stranieri.

Non avete nulla di cui preoccuparvi. Tuffatevi!

La nona posizione è conseguenza diretta della precedente: “L’inglese ha una grammatica troppo complessa”.

Nel caso dell’inglese in particolare, è davvero uno degli errori e pregiudizi di apprendimento più radicati, troppo spesso di provenienza scolastica.

Sovente a scuola ci si concentra sulla grammatica, facendo continuo riferimento alla lingua italiana, o ciò che è ancora peggio, traducendo da e in italiano.

Meno di frequente, anzi raramente, si insegna ad assorbire la lingua, la grammatica, il lessico e la sintassi a favore dell’utilizzo, della comunicazione e della crescita linguistica.

Il metodo tradizionale, fatto di frasi del tipo “the pen is on the table and the cat is on the chair “, nasconde la realtà più vera sulla così tanto mitizzata grammatica inglese e cioè che è mille volte più semplice, lineare e leggera della pesante sintassi italiana.

La decima, la più importante: “Non sarò mai bravo in inglese!”

Quante volte mi sono sentita dire che le persone vogliono parlare in inglese come un madrelingua o come qualcuno che conoscono: un attore, un politico, un personaggio pubblico…Ma perché?
Non è detto infatti che un madrelingua sia un comunicatore bravo ed efficace.

Non paragonatevi agli altri! Rappresenterebbe il modo più rapido per perdere fiducia in sé stessi, per perdere motivazione e crescita.

Ognuno apprende con ritmi differenti e in modi diversi. Noi di ELT sappiamo costruire quelli adatti a voi.

Non desiderate parlare una lingua straniera come qualcun altro. Sarebbe come sforzarsi di fare la R moscia per “risultare “più francesi, come utilizzare lo slang per “suonare“ più anglofoni.

Tutto ciò sarebbe forzoso e forzato. Poco naturale.

Cominciate a concedervi dei premi per ogni traguardo raggiunto; concentrandovi su voi stessi migliorerete le vostre capacità, amplierete le vostre conoscenze e, di conseguenza, la vostra comunicatività!

Fatevi aiutare dagli esperti di ELT a trovare il vostro stile, la vostra comfort zone linguistica per raggiungere una vera e solida autonomia linguistica firmata col vostro nome.
Una bella soddisfazione, non credete?